{"id":3401,"date":"2024-12-19T10:33:24","date_gmt":"2024-12-19T09:33:24","guid":{"rendered":"https:\/\/www.simontacchi.net\/?p=3401"},"modified":"2024-12-19T10:33:24","modified_gmt":"2024-12-19T09:33:24","slug":"il-difficile-equilibrio-della-consulenza","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.simontacchi.net\/problem-solving\/il-difficile-equilibrio-della-consulenza\/","title":{"rendered":"Il difficile equilibrio della consulenza"},"content":{"rendered":"
Essere un temporary manager o un consulente implica spesso il compito delicato di sfidare il pensiero dominante di un imprenditore o di un management. Si tratta di un ruolo complesso, che richiede equilibrio tra l\u2019assumere posizioni scomode e mantenere la relazione fiduciaria. Il rischio pi\u00f9 grande? Diventare complici di un disastro per evitare di incrinare il rapporto, oppure, all’opposto, irrigidirsi al punto da compromettere la fiducia. In tutto questo, per\u00f2, chi si limita a seguire gli schemi di pensiero del committente senza offrire un punto di vista critico rischia di essere una minaccia per la salute dell\u2019azienda.<\/p>\n
I bias cognitivi, come quello di conferma, sono una trappola pericolosa. \u00c8 facile per imprenditori e manager cercare solo le informazioni che supportano le loro convinzioni, ignorando tutto ci\u00f2 che le contraddice. Proprio qui entra in gioco il valore del consulente o del temporary manager: offrire una prospettiva esterna, libera da pregiudizi interni, capace di sfidare le convinzioni radicate. Ma come farlo senza creare fratture insanabili?<\/p>\n
Innanzitutto, bisogna partire dai dati. Non c\u2019\u00e8 nulla di pi\u00f9 efficace di un\u2019analisi oggettiva e solida per aprire un dialogo. Inoltre, porre domande strategiche pu\u00f2 essere un\u2019arma potente: chiedere\u00a0“Cosa accadrebbe se questa ipotesi fosse sbagliata?”<\/em>\u00a0o\u00a0“Quali sono i rischi che stiamo sottovalutando?”<\/em>\u00a0non solo stimola la riflessione, ma coinvolge il management in un processo di esplorazione condivisa.<\/p>\n L\u2019empatia \u00e8 un altro elemento cruciale. Quando il consulente dimostra di comprendere le paure e le resistenze di chi ha di fronte, il confronto smette di essere percepito come una sfida e diventa un\u2019opportunit\u00e0. E qui entra in gioco anche la capacit\u00e0 di saper dosare i tempi: introdurre cambiamenti troppo radicali, troppo in fretta, pu\u00f2 generare rigetto. A volte, un approccio graduale, che permetta di costruire fiducia passo dopo passo, \u00e8 la scelta pi\u00f9 saggia.<\/p>\n Ovviamente, ci sono momenti in cui non si pu\u00f2 scendere a compromessi. Se il contesto o le decisioni rischiano di portare l\u2019azienda al disastro, il consulente deve essere pronto a esporsi, anche correndo il rischio di incrinare il rapporto. La credibilit\u00e0 professionale e i valori etici devono sempre rimanere il faro guida: accettare di essere \u201ccomplici\u201d di un errore macroscopico pu\u00f2 danneggiare non solo l\u2019azienda, ma anche la propria reputazione.<\/p>\n Chi si limita a seguire passivamente gli schemi di pensiero del committente non sta facendo il suo lavoro. Non sta apportando valore, non sta proteggendo l\u2019azienda dai rischi, e soprattutto non sta garantendo un reale contributo trasformativo. \u00c8 solo un esecutore, privo di quella visione critica che fa la differenza.<\/p>\n Essere un temporary manager o un consulente significa quindi camminare su una linea sottile. Vuol dire essere specchi critici ma costruttivi, alleati del cambiamento ma mai complici dell\u2019immobilismo. Vuol dire saper dire la verit\u00e0, anche quando non \u00e8 comoda, e farlo con il giusto mix di rispetto e fermezza. Alla fine, ci\u00f2 che fa la differenza non \u00e8 solo quello che si dice, ma come lo si dice. \u00c8 questa la vera arte del consulente: trasformare visioni critiche in opportunit\u00e0 di crescita.<\/p>\n Noi siamo pronti, Voi?<\/p>\n Articolo di Marco Simontacchi<\/p>\n 19\/12\/24<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":" Essere un temporary manager o un consulente implica spesso il compito delicato di sfidare il pensiero dominante di un imprenditore o di un management. Si tratta di un ruolo complesso, che richiede equilibrio tra l\u2019assumere posizioni scomode e mantenere la relazione fiduciaria. Il rischio pi\u00f9 grande? Diventare complici di un disastro per evitare di incrinare […]<\/p>\n","protected":false},"author":3,"featured_media":3402,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_monsterinsights_skip_tracking":false,"_monsterinsights_sitenote_active":false,"_monsterinsights_sitenote_note":"","_monsterinsights_sitenote_category":0,"footnotes":""},"categories":[97,61,59],"tags":[92,31,98,62],"class_list":["post-3401","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-problem-solving","category-successo","category-temporary-management","tag-consulenzastrategica","tag-crescitaaziendale","tag-problemsolving","tag-successo"],"acf":[],"yoast_head":"\n